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May
11

L’enfance aux pays socialistes

I am now reading another graphic novel: Marzi, by Sowa and Savoia. The childhood of a Polish girl (Sowa). Marzi is set in the 80s and there’s Jaruzelskij and Chernobyl, Solidarnosc and the Pope.

In a sense it’s my teenage years. I remember the empty shelves of the Emona Slovenian supermarkets. The availability of just one brand of biscuits. Chocolates had to be with cherry filling. The difference is that we would travel across the border, to Yugoslavia, to do some selected shopping. The first private butchers started to appear in Slovenia and their home-slaughtered meats were very good. They preferred to sell to foreigners in order to make bigger profits.

Sometimes we felt awkward because the locals were queuing at the state-owned shops. We felt we were “robbing” them of their best products. But on the other hand, with the somewhat “harder” currency (the lira!) the butcher could invest in livestock and employ some people, and change some lives. We were very fond of our Slovenian butchers.

We would buy meat, yogurt (which was much better than the Italian one) and sometimes I insisted in having my Dad buying me some Napolitaner (wafers with a pink packaging – State products) and the legendary Pez candies with their capitalistic-Disney plastic dispensers.

Later, during my teenage years, I had many penpals from the Socialist Countries. And learnt what a Pewex store was from my friend Gregorz from Czestochowa and what the STASI was from my many DDR friends.

We were not living in a socialist country. But in Triest we knew very well what it meant.


25 Responses to “L’enfance aux pays socialistes”


  1. 1 Jasna
    May 3, 2011 at 20:10

    Very nice blog!
    I came here by accident and I immediately fell in love with the Polish graphic novel!! *___*
    I am officially following you

  2. 2 stripedcat
    May 3, 2011 at 20:18

    Hi Jasna!
    welcome on the BerlinRomExpress train-blog! I hope you find your seat comfortable…
    Best,
    😉
    Striped

  3. May 4, 2011 at 07:45

    mi piace questa fermata!
    eeeeh, i Pez, anche noi ne andavamo matti;)

  4. 4 stripedcat
    May 5, 2011 at 07:12

    ciao Stefania!
    incredibile, nei negozi di stato Emona raramente c’era la carta igienica (una specie di cartone crepe ruvidissimo) ma i Pez non mancavano mai…misteri dei piani quinquennali dei paesi non allineati!
    ciao!!
    Striped

  5. 5 Jasna
    May 5, 2011 at 13:50

    Thank you striped… sono italiana:)
    Ti ho scritto in inglese perché credevo fosse la regola su questo blog… dimmi tu!
    Complimenti ancora

  6. 6 stripedcat
    May 5, 2011 at 21:27

    ciao Jasna!
    languages are welcome, Fùrlan, Venexian and Triestìn included! 😉
    this is a Mitteleuropean space, a mimetic blog always on the frontier … feel free to comment as you prefer!
    ciao ciao!
    Striped

  7. 7 Jasna
    May 5, 2011 at 21:33

    I’ll see case by case then, according to the dominant language of the moment 😉

  8. May 5, 2011 at 22:47

    oh ja, da bin ich dabei! 😉

  9. 9 stripedcat
    May 6, 2011 at 08:36

    I am thinking…Marzi
    I am thinking…Da war mal was (another graphic novel set in DDR times, see Bookshelf in Berlin page)

    I am thinking…berlusconismo
    I am thinking…Italy

    Maybe I should write and illustrate a Marzi-style graphic novel set in the berlusconi-years. How do you look at these years through the eyes of a young girl?

  10. May 6, 2011 at 11:28

    sono avvinta da questo trailer!
    per quanto riguarda me ricordo che l’est per noi era lontanissimo! nonostante avessimo molti parenti ma parevano irraggiungibili (almeno per la nostra famiglia, mentre quella più allargata aveva molteplici contatti). ricordo solo alcune spedizioni di pacchi con all’interno cose per noi normalissime ma che assumevano un valore magico perché si spedivano “la”.
    ma penso anche ci fosse molto di “rimosso” da parte materna che dopo WW2° è dovuta fuggire proprio da quelle parti (Turinga)
    Ps.: Marzi ha lo stesso Zaino Scout che avevo io! lo ricordo benissimo!!!

  11. May 6, 2011 at 11:43

    ho confuso, no non marzi ma la ragazzina amica di Flix 😉

  12. 12 stripedcat
    May 6, 2011 at 12:34

    cara abbiamo ricordi simili…io spedivo il Voltaren per il padre del mio penpal Gregorsz (e da bravi triestini, nel pacco ci mettevamo pure del caffe’, sperando che arrivasse).
    le lettere che arrivavano dalla Polonia con un mese di ritardo e il timbro OCENZUROWANO color magenta, aperte e spillate dalla censura…e quelle dalla DDR, che da Karl-Marx-Stadt a Trieste ci mettevano solo 3gg, apertura col vapore e schedatura inclusa grazie agli Inofizielle Mitarbeiter!

    ma anche i nostri Inofizielle Mitarbeiter in Italia non scherzavano…un giorno magari questa qui la racconto…ero un po’ più grande di Marzi e tornando a casa da scuola (anni 12) trovai ad aspettarmi i carabinieri e i miei genitori con due punti interrogativi grandi così!!

  13. May 6, 2011 at 13:28

    racconta, racconta!

    ps.: inoffiziell (la prima volta che posso correggere una doppia che non le azzecco mai in italiano 😉

  14. 14 Jasna
    May 6, 2011 at 13:39

    #9 Trailer piuttosto interessante!
    Per quanto riguarda una graphic novel che parta dal punto di vista di una ragazzina sul berlusconismo… mi domando se sarebbe più interessante farla dal punto di vista di una persona poco consapevole e con scarsa capacità di analisi o viceversa. E se dovrebbe trattarsi di una potenziale aspirante velina o di una perdente. O una normale?

    Io penso a un’aspirante sex bomb che aspetta i 18 per regalarsi una quarta di reggiseno ma – Bildungsroman! – con difficoltà e lentezza inizia a captare qualche segnale dall’esterno. Però senza redimersi, sarebbe scontato. Una specie di Zena Cosina con il vizio dei programmi Mediaset 😀

  15. 15 stripedcat
    May 6, 2011 at 13:40

    danke cara per lo spellcheck didattico! I really appreciate!
    ora prendo il BerlinTriestExpress, sciopero e manifestazioni permettendo…un’ora fa a Termini era scontro sonoro, bonghi degli studenti contro manganelli sugli scudi dei celerini (sono suoni, niente contatto). una sfida sonora niente male!

    vado in ritiro spirituale, cioè offline e a Trieste, doppio no man’s land, quando torno bella disintossicata dal web racconto eh eh!

  16. 16 stripedcat
    May 6, 2011 at 13:42

    eh qui c’è del materiale su cui riflettere!! Bildungsroman, sehr gut…

  17. 17 Jasna
    May 6, 2011 at 14:03

    Mi associo a Stefania e resto in attesa della storiella sui Carabinieri!!!

  18. May 6, 2011 at 15:13

    intanto nell’attesa, inganniamola, Jasna, anche se non so se veniamo edite con la gatta a righe in vacanza 😉
    invece io opto per quella “normale” con “alte capacità di analisi” che rimane affascinata dalla prospettiva così al di fuori della portata analitica…però potreste giustamente tacermi dicendo : roba già vista, già letta 🙂
    eppure sta qui, in questa piega, per me, l’inspiegabile della presa di questo discutibile “fascino” che promette tette, culi, soldi e fama1
    ripasso la palla- eh hopp, Jasna…

  19. May 6, 2011 at 15:15

    buon viaggio, Ringelkatze, e buon riposo extrawebiano!

  20. 20 Jasna
    May 7, 2011 at 09:59

    Non credo si sia già visto un personaggio giovanissimo confrontarsi con queste cose in realtà, non ci sono molte ragazzine protagoniste di libri per adulti e per quanto ne so nessuna che si occupi di sociologia dello psiconanismo 😀 Idea inedita quindi, Stefania!

    Sarebbe interessante avere un campione di personaggi nel libro, i ragazzini (come gli adulti) non si possono categorizzare. Ho avuto a che fare con tanti ragazzini/e-ragazzi/e di varie età e ognuno di loro è una miniera di spunti e di visioni della realtà. Forse perché non hanno ancora fatto in tempo a uniformarsi.

  21. 21 stripedcat
    May 10, 2011 at 18:32

    @Stefania: botta di amarcord, a TS in uno stupendo negozio di modernariato ho trovato non solo i Pez dell’epoca…ma anche la Dodge prodotta dalla Matchbox preferita da mio fratello nel ’78, con sotto la scocca la data di produzione (1976, come mio fratello)
    …vedessi la faccia quando se l’è trovata sulla tastiera del suo PC! basito!
    curiosamente c’è uscita di bocca la stessa considerazione “certo che ai nostri tempi i giochi erano giochi…ed erano veri, non elettronica – e facevano anche male quando ce li tiravamo l’un l’altro”!

  22. 22 stripedcat
    May 11, 2011 at 23:33

    @Jasna and Stefania – here you go! 😉

  23. 23 stripedcat
    May 12, 2011 at 18:45

    le ragazzine nel cinema italiano – un po’ più grandi di Matzi a dire il vero – per qualche ragione devono sempre essere delle figlie di o di radical chic o di frustrati aspiranti tali, con un padre che è Castellitto. Da “Caterina va in città” a “La bellezza dell’asino”.
    Frugo frugo ma non trovo nella filmografia dell’era berlusconiana ragazzini figli di “formati genitoriali” diversi…

  24. 24 Jasna
    May 12, 2011 at 22:00

    Non saprei, non guardo molti film ma soprattutto non me li ricordo… non chiedermi perché! 😀

    Comunque, la descrizione che hai fatto mi ricorda sicuramente qualcosa di già visto. Forse la cosa che mi piace meno nelle rappresentazioni delle famiglie italiane è questo strisciante senso di lieto fine imminente, o comunque che alla fin fine nessuno si odia veramente, e che se sono sguaiati lo sono perché sono dei buoni selvaggi. Non mi sto battendo per un film in cui la famiglia è un incrocio tra Trainspotting e gli incesti di Beautiful 😀 … solo che non ricordo finora (ma può essere che non mi ci sono imbattuta) un intreccio di relazioni che mi abbia colpito.

  25. 25 stripedcat
    May 12, 2011 at 22:12

    hai ragione, prevale sempre il “volemose bbbene” anche quando non ha senso e in realtà lo scenario più fedele è quello di “parenti serpenti”
    ad esempio, da noi non vedremo mai un film profondo e leggiadro come “we want sex”
    https://berlinromexpress.wordpress.com/2010/11/01/made-in-dagenham/
    con tutte le sue implicazioni sociali, o “billy elliot”.


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