15
Nov
09

Neues Museum: MAXXI

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A celebration for the completion of brick-and-mortar works: that’s rare in Rome!

Tonight, at the new Museum for the Arts of the XXI century, Sasha Waltz and Guests celebrated Zaha Hadid’s first work with a site-specific performance…

We followed the tortured process leading to the MAXXI creation during our Sunday morning winter walks in Rome. The building site has been up for 10 years. At last it’s over. I quite like the result. In this area of Rome, on both sides of the river, too many barracks still eat up space and at last one of them is gone, and an urban area is now open and free for the citizens to enjoy it.

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Effimero, dinamico, alieno Maxxi icona dell’arte che verra’

Laura Larcan – Repubblica

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Effimero, dinamico, alieno Maxxi, icona dell'arte che verrà
L’interno del Maxxi


ROMA – Il bianco latte è avvolgente. Le pareti corrono come onde dinamiche alternando la lattiginosa muratura al vetro più impercettibile, le scale sono corpi energetici che si arrampicano come flussi sanguigni di un organismo più extraterrestre che umano. I soffitti sono presenze effimere che compaiono e scompaiono come un gioco teatrale. Dall’esterno la sua possenza da astronave futuristica cattura subito lo sguardo, all’ingresso la maestosità accogliente dal patio che sembra un tutt’uno con la piazza antistante seduce con forza le aspettative.
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Eccolo il Maxxi, il Museo delle arti del XXI secolo, capolavoro immaginifico dell’archistar anglo-irachena Zaha Hadid che con i suoi ventinovemila metri quadrati (superficie totale del lotto) si è finalmente rivelato all’occhio pubblico dopo dieci estenuanti anni di lavori e ben sei governi che si sono avvicendati, ogni volta con il rischio di un black out per le spese che continuavano a lievitare.

Una lunga gestazione, sostenuta con 150 milioni di euro, completata con gli ultimi 20, metà arrivati dal Ministero dei bei culturali e gli altri 10 dal Ministero delle Infrastrutture, i cui lavori sono stati eseguiti dalle imprese Italiana Costruzioni spa e Sac spa. Un’opera che nel quartiere Flaminio, a pochi metri dall’Auditorium di Renzo Piano, doveva necessariamente fare i conti con lo spazio precedente dell’area delle ex casermeadi via Montebello:

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“L’impegno del progetto – dice Zaha Hadid, che è arrivata a Roma da vera star per la presentazione dei lavori – riguardava il luogo dove doveva sorgere l’edificio, un’area che all’origine era fortificata e quindi aveva bisogno di un’apertura degli spazi. La decisione presa ha puntato a non creare un semplice oggetto ma un campus con diversi livelli, dal forte effetto stratificato”.

E il senso di interconnessione domina in tutto la creatura, dove il tessuto di spazi esterni e interni si risolve in un effetto di intersezione gli uni con gli altri. La fluidità è il Dna del Maxxi, un gioco complesso di gallerie sinuose che si intrecciano sui vari livelli. “E’ una giornata importante per Roma – ha commentato il ministro Sandro Bondi alla cerimonia di presentazione del museo – dove nasce uno dei più importanti musei di arte contemporanea d’Italia e del mondo, a firma di Zaha Hadid, tra i nomi più prestigiosi dell’architettura internazionale. Come riuscirà a stare al passo dei grandi musei del mondo?

Grazie alla nuova Fondazione Maxxi, strumento strategico per valorizzare questo patrimonio, cui spero entrino a farne parte anche enti pubblici come il Comune di Roma. Ho già parlato col sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha dato la sua disponibilità. Così come spero che ne entrino a far parte altri enti privati”.

Da parte del ministro Bondi, confermato l’impegno, durante il suo governo, a completare gli interventi per i restanti quattro lotti. E intanto sono confermati i fondi per aprire alla grande a maggio 2010 con l’allestimento della collezione permanente del museo, che vanta per la sezione arte oltre 350 opere, tra cui quelle di Boetti, Clemente, Kapoor, Kentridge, Merz, Penone, Pintaldi, Richter, Warhol, solo per citarne alcuni, per la sezione architettura 75 mila documenti. Con un percorso attraverso le collezioni delle due sezioni si aprirà “Spazio!” a cura di un gruppo interdisciplinare composto da Pippo Ciorra, Alessandro D’Onofrio, Bartolomeo Pietromarchi, Gabi Scardi e dai conservatori del Maxxi. A questa si aggiunge l’omaggio a Gino De Dominicis. 1947 – 1998, a cura di Achille Bonito Oliva, la prima antologica dedicata all’artista. Ancora, “Kutlug Ataman, Mesopotamian Dramaturgies”, a cura di Cristiana Perrella, “Luigi Moretti” a cura di Bruno Reiclin e Maristella Casciato, e “Geografie italiane”, installazione multimediale di Studio Azzurro.

Ma la danza sperimentale diventa il vero biglietto da visita per il Maxxi che, tra la conclusione dei lavori architettonici, e in attesa dell’allestimento delle collezioni permanenti, apre il 14 e 15 novembre con uno spettacolo singolare, l’installazione coreografica di Sasha Waltz “Dialoge 09” realizzata in collaborazione col Romaeuropa Festival. In scena secondo una concezione innovativa della danza, la compagnia internazionale di 36 ballerini di Sasha Waltz, scortate dalla installazioni sonore di Hans Peter Kuhn. Una performance sui generis: “Il pubblico è attivo, in grado di scegliere da sè cosa vedere, è lasciato libero di circolare nello spazio del museo, e libero anche di non vedere lo spettacolo e di perlustrare il museo. Come in una mostra il pubblico può scegliere di relazionasi col ballerino come con un’opera d’arte e scegliere liberamente come guardarla. I ballerini saranno disseminati in tutto l’edificio ci saranno mille punti di vista per osservarli, ognuno potrà avere la sua personale prospettiva”.

Avverte Waltz: “La relazione con l’architettura di Zaha Hadid è una sfida difficile ma stimolante per la sua imponenza, per la forza delle linee e delle geometrie create, per questo ho cercato di riflettere nella coreografia la forma dell’architettura. Quello che mi piace del Maxxi è l’utilizzo della scala che interconnette tutti i livelli come fosse un dragone, un serpente o un sistema di circolazione umano che porta sangue a tutto l’organismo”. E alla fine dell’inaugurazione, Zaha Hadid avverte: “Attenzione, vi terrò d’occhio!Mi interessa vedere come verranno utilizzati questi gli spazi. Non voglio interferire o mettere bocca ma vorrei essere messa a parte di tutto, vorrei essere tenuta in considerazione”.

Notizie utili – MAXXI, Via Guido Reni 4°, Roma. Informazioni:

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www.maxxi.beniculturali.it ,

Photos: Repubblica – my photos will follow next week! digital camera strike! 😦


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