27
Apr
09

hungry as a wolf

Two posts ago, we were the 1980s, the Cold War and the Iron Curtain were there lebonsimonlebonand I was in love with both John Taylor and Simon Le Bon of Duran Duran. Geez…I could not make up my mind! In Cold War attire, Le Bon had a bon enfant sovietique spy attitude.

So it seems quite appropriate, after last week’s full immersion on STASI’s Eric Mielke, to get to know more about Markus Wolf.

Listen to the whole story on Radio2’s “The STASI over Berlin”

stasi_220

.

Thank you Mik for  the heads up!

And well done to Radio 2 for the “View to a kill” cameo. After all, “a fatal kiss – is all we need”.

Stasi – L’incredibile storia di quello che fu l’apparato repressivo più efficiente, più pervasivo e più crudele tra quelli che caratterizzarono gli anni più oscuri della guerra fredda. La Stasi, abbreviazione per Staatssicherheit, organismo per la sicurezza dello stato durante il regime della Rdt, accumulò nei suoi archivi di Berlino est non meno di sei milioni di dossier contro veri o presunti “nemici dello Stato”.

Fascicoli messi insieme con le indagini di 200 mila agenti e con le delazioni di circa 180 mila “collaboratori volontari”: una quantità impressionante di persone che facevano la spia in cambio di denaro, di favori, di buone prospettive di carriera, per avidità, per viltà o perché costrette da veri e propri ricatti.

Nelle cantine della Stasi, nella tristemente famosa Normannenstrasse, si trovarono le tracce di vicende umane tristissime e penose: figli che spiavano i genitori, mogli che riferivano sulle convinzioni e sulle attività dei mariti, affetti venduti, amicizie piegate al tradimento.

Un’attenzione particolare è dedicata non solo ai metodi della polizia segreta, ma pure alle vicende di chi, come vittima o come persecutore, ne fece l’esperienza diretta: le tante storie che attraversarono, intrecciandosi, la Storia della Stasi sopra Berlino.

La ricostruzione dell’apparato di sicurezza insiste però anche sugli aspetti paradossali, talvolta grotteschi che segnarono una macchina la quale, crescendo su se stessa, finì per perdere ogni senso e continuò a vivere e a macinare destini umani solo per perpetrare la propria logica. Metafora, al di là della contingenza storica, del rapporto malato che il Potere, ogni Potere, può instaurare con il popolo quando lo consideri composto non da cittadini ma da sudditi.


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